Chi sono

Mi chiamo Michela.

Ho sempre avuto la passione per la cucina per la ricerca e la sperimentazione di gusti e abbinamenti. Ho cucinato per molto tempo in maniera tradizionale, seguendo tanti corsi e mettendo in pratica con la famiglia, amici, e amici degli amici, tanto che è diventata una parte fondamentale della mia vita, un modo per comunicare.

A un certo punto,

il mio percorso personale mi ha portato a iniziare un lavoro su di me, intenso e appassionato, avevo mille domande a cui cercavo risposte, ho capito poi che lungo il percorso cambiano sia le domande sia le risposte, non ci sarà mai un arrivo ma un viaggio continuo lungo tutta la vita. Quello che ho capito sicuramente è che non esiste una separazione tra la mente e il corpo, tra il fisico e il non fisico, tutto è coinvolto, e occorre prendere coscienza del fatto che un’alimentazione squilibrata e dannosa per il corpo e per l’ambiente nuoce su tutti i piani. Il primo passo è proprio prendersi cura di noi e dell’alimentazione, e attraverso di noi ci prendiamo cura degli altri, in primo luogo delle persone che amiamo, e poi di tutti quelli con cui veniamo in contatto. Noi siamo quello che mangiamo, niente di più vero.

Ho eliminato le proteine di origine animale, ma non intendo demonizzare nessuna scelta, io mi sono sentita fortemente di fare così e le ricette che propongo riflettono quello che sento.

Sto andando verso una sempre maggiore consapevolezza

dell’importanza di una cucina etica e naturale, che valorizza i sapori e gli ingredienti che  arrivano dalla Terra, creando alchimie e trasformazioni in modo magico e spontaneo. L’osservazione, su di me e sugli altri degli effetti dell’energia del cibo mi ha portato a iniziare ad avvicinarmi alla cucina macrobiotica e ad utilizzarla anche in famiglia, consapevole del fatto che esiste un equilibrio che dobbiamo perseguire momento dopo momento per il benessere nostro e del Pianeta.

In questo consiste la “ribellione”:

il cercare la propria strada secondo le proprie idee e ideali, non accettando tutto quello che ci viene propinato, ma ricercando, anche sbagliando e magari tornando anche indietro a volte, senza giudizi, ma con il cuore e la mente aperti. La strada spesso non è dritta, ma è fatta di passi di danza.

Il seme ribelle è nato proprio come diario di questa mia avventura, che lega in modo indissolubile il corpo e l’anima.

Se vi va, facciamo insieme questo viaggio, tra ricette, sperimentazioni e riflessioni, perché il cibo ci nutre e noi nutriamo il cibo con i nostri pensieri.

Il Seme Ribelle
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