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Festa di Beltane

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festa beltane fiori

Per le popolazioni celtiche, la festa di Beltane segnava la fine dell’inverno e l’inizio della metà luminosa dell’anno ed era la grande festività dedicata ai riti di fertilità e alla propiziazione dei futuri raccolti.

Scrive Emma Restall Orr nel libro ‘Il Druidismo’:

‘…Il rito di Beltane nel druidismo è incentrato sulla fertilità, per chi desidera figli, per la terra, coltivata e selvatica, per la nostra anima e i nostri sogni.
Le coppie di fuochi del rito esprimono il dualismo della natura, la tensione degli opposti che bramano l’unione, la fonte della creatività.
La terra ora si è vivificata con energia luminosa e forte; l’aria vibra, colma del profumo dei fiori; la foresta è di nuovo verde. Il giovane re sole e la fanciulla primavera sono cresciuti raggiungendo la maturità sessuale e il rituale è la danza del loro incontro.
Lei ora è la regina di maggio, con una corona di biancospino, e lui le si avvicina come signore del bosco selvaggio, uomo verde vestito di foglie o dio sole stesso.
La loro danza è contagiosa ed essi saltano i fuochi, benedicendoli con fertilità, creatività e buona fortuna, incoraggiando tutti i presenti a saltare le fiamme e ricevere la benedizione.
Vi sono molte usanze popolari attorno a Beltane, come lavarsi il viso con la rugiada prima dell’alba per apportare bellezza, raccogliere certe erbe che si dice ispirino attrazione, benedire le api che ci danno il miele e l’idromele, e ancora la danza attorno al palo della cuccagna e la scomparsa delle coppie nella foresta e nei campi per fare l’amore al chiaro di luna. [da questo viene il temine ‘cuccare’].
E’ un momento di musica e danza, energia giovanile e libertà.’

Quando avviene?

Secondo la tradizione il momento culminante della festa di Beltane è in corrispondenza del plenilunio di maggio, che nel 2019 corrisponde al giorno 18.

In moltissime culture il mese di maggio veniva associato alle dee della fecondità, tra cui la dea della Primavera Maia, un’antica Dea del fuoco, del calore sessuale e dell’abbondanza, a cui deve il nome.

In Mesopotamia, la sacerdotessa di Inanna si univa con un eletto dal popolo quale rappresentante di Dumuzi, il dio pastore. La loro unione era un rituale importantissimo che ogni anno garantiva la fertilità di campi e bestiame.

Tra i Celti era usanza accendere dei falò sulla cima delle colline.

Origine del termine
La parola Beltane deriva dalla antica parola gaelica Beletene (fuoco luminoso). Tali fuochi potevano essere accesi solo dai Druidi, e venivano attraversati dagli abitanti dei villaggi che a loro volta li facevano attraversare anche dal bestiame, per propiziarne la fertilità.

Era anche un rito di purificazione, per lasciare alle spalle i malesseri dell’inverno e affrontare l’arrivo della primavera con l’energia necessaria. La ritualità legata al fuoco-purificatore, fuoco-passione e quindi fertilità, in questa festa è presente più che mai.

Ritroviamo il nome di Bel anche come Beli e Bile; quest’ultimo in gaelico significa «grande albero sacro» e nella tradizione popolare per l’occasione si innalza il Palo di Maggio adornato da strisce di stoffa colorate. Una volta conficcato nella terra, la feconda.

Un altro rito per propiziare un raccolto abbondante. Nelle sagre odierne è ancora facile vedere i suoi “pronipoti”, cioè gli alberi della cuccagna.

crostata marmellata rose

In apparenza sono riti e festività lontane dalla vita che si conduce oggi, soprattutto per chi non vive e lavora in campagna, ma anche noi, uomini e donne di questi tempi, anche senza accorgercene e senza volerlo siamo profondamente connessi con i ritmi della natura.

Imparare a ricordare, a prestare attenzione ai cambiamenti esterni e interni, dovuti ai cicli naturali, cercando di sintonizzarci con lo scorrere del tempo è vitale, per poter avere una vita il più possibile in armonia con eventi ed emozioni.

La fertilità poi può essere interpretata in molti modi, oltre a quella classica c’è anche quella spirituale intesa come crescita personale, aumento delle capacità mentali e creative, ecc…

La festa di Beltane era sempre accompagnata ovviamente da festeggiamenti e banchetti, a base di prodotti di stagione della Terra.
La primavera, così ricca di colori, di fiori e di profumi, invitava, ed invita anche oggi, a celebrare ed onorare i doni della Vita.

Ognuno di noi può cogliere l’occasione per festeggiare e ringraziare per la rinascita della Natura, e anche per il nostro rinnovamento interiore.

Ho avuto la fortuna di ricevere da un’amica un meraviglioso cesto di rose del suo giardino, grandi e profumatissime, e ho pensato che sarebbe stato bello usarle per fare qualcosa in occasione della festa di Beltane.

E così è stato, ho fatto una profumatissima crostata con marmellata di rose e crumble di nocciole.

Fonti:

Beltane Festival

Figlie della Madre

Femalia Universo Femminile

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