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La cucina e il piacere

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la cucina e il piacere

La cucina e il piacere: ecco un abbinamento da non sottovalutare.
Ho ritrovato e ripreso in mano dopo molto tempo il libro di Isabel Allende “Afrodita”- Racconti, ricette e altri afrodisiaci.
Amo moltissimo la Allende, ho letto molti dei suoi libri, da cui traspaiono la sua passionalità e l’amore per la vita.

In questo libro parla di cucina – luogo di piaceri, con gioia e leggerezza – senza prendersi troppo sul serio ma giocando con racconti, profumi, sapori e spezie. Ripercorre le memorie di una vita mescolando riflessioni, ricordi e ricette.
La cucina e il piacere la accompagnano nelle sue storie e nella sua arte, con umorismo e delicatezza, intrecciandosi e dando vita a piatti stuzzicanti per i sensi e l’immaginazione.

Ingredienti indispensabili in cucina sono l’allegria, così come la voglia di vivere e di giocare con gli ingredienti, uniti al piacere di toccare il cibo usando le mani, impastare, mescolare… creando ogni volta un’occasione per sperimentare la creatività, osando senza paura.

Amare il cibo significa sentirlo, anche dal punto di vista sensoriale. Molti dei nostri ricordi sono associati a profumi di cucina, molte emozioni legate a un sapore.

Possiamo ritornare bambini assaggiando un dolce che ci faceva la nonna, o ripensare a una situazione felice, a un viaggio, magari assaggiando le spezie di una ricetta che viene da lontano. Attraverso il cibo che cuciniamo trasmettiamo le nostre emozioni, così come la passione.

Non è pensabile, e sarebbe triste se lo fosse, ridurre la preparazione a una mera azione meccanica. Lo stesso vale per l’amore, e più in generale per come viviamo la nostra vita.

Le emozioni fluiscono attraverso la nostra energia. Gli ingredienti che usiamo, con i loro sapori e colori, sono gli strumenti per metterle in pratica. Come un pittore che dipinge una tela, o un musicista che compone.

Non basta cucinare in modo sano, attento equilibrato e cruelty free, non è sufficiente prestare attenzione agli abbinamenti, alle dosi: bisogna riempire i nostri piatti d’amore, per quello che stiamo facendo e per le persone a cui il cibo è destinato, anche (in primo luogo) per noi stessi. Lo possiamo fare divertendoci, liberando la nostra creatività, sbagliando anche, perché anche questo fa parte del gioco.

Di questo libro ho voluto fare una ricetta, gli spiedini del Punjab, ispirati agli aromi e ai sapori dell’India. La ricetta si trova a pag. 302 del libro, e come raccomanda l’autrice, si possono sostituire le verdure a piacimento.

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