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La magia delle spezie

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la magia delle spezie

“Io sono una maga delle Spezie.
So usare anche il resto. Minerali, metallo, terra e sabbia, e pietra.
Le gemme splendenti di luce fredda e limpida.
I liquidi che ti accendono gli occhi di bagliori variopinti finché non riesci più a vedere altro. Ho imparato tutto sull’isola.
Ma la mia passione sono le spezie.
Ne conosco origini, significato dei colori, profumi. Posso chiamarle una per una con il nome assegnato loro quando la terra si spaccò come una scorza per offrirle al cielo. Il calore che emanano mi scorre nelle vene. Dall’ amchur, la polvere di mango, allo zafferano, tutte si piegano ai miei comandi. Un sussurro, e mi svelano proprietà segrete e poteri magici.”

Inizia così il libro “La Maga delle spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni.

Un libro pieno della magia della cultura indiana, in cui ogni capitolo è dedicato a una spezia. Ognuna ha la sua storia e i suoi poteri, per il corpo e per l’anima, che vengono usati dalla protagonista, la maga Tilo, per aiutare i suoi clienti a guarire i propri mali.

“Cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro, Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire no…”

Nella bottega della maga si intrecciano le storie, piene di sogni e speranze, delle persone che si rivolgono a lei per avere aiuto. E’ un invito a riscoprire e ricordare gli antichi rimedi, che fanno parte di noi e della saggezza di ogni tradizione.

“Ne dubitate? Ah. Avete dimenticato gli antichi segreti conosciuti dalle vostre nonne. Eccovene di nuovo uno: i semi di vaniglia imbevuti del latte di capra e strofinate sul polso vi proteggono dal malocchio. Ed eccone un altro: un pizzico di pepe ai piedi del letto, disposto a forma di mezzaluna, vi cura dagli incubi. Ma le spezie che hanno il vero potere vengono dalla mia terra natale, terra di ardente poesia, di piume d’acquamarina, di tramonti brillanti come il sangue.”

Rispettiamo e onoriamo la saggezza delle Antenate, la loro saggezza è ancora dentro di noi ed è in paziente attesa di essere riscoperta. In cucina come nella cura del nostro corpo, la cosa più importante è l’ascolto di noi stessi.

La mia passione per le spezie mi porta ad usarle molto spesso in cucina, seguendo l’ispirazione del momento o ripercorrendo vecchie ricette.
Di recente ho “veganizzato” una ricetta che mi è stata insegnata dallo Chef Beppe Sardi, grandissimo Maestro di tanti professionisti e appassionati di cucina, originariamente a base di pollo, e che per la variazione che ho apportato ho chiamato “Curried Tempeh”.

Del tempeh ho scritto qui. Dopo diverse prove è diventato il mio sostituto proteico preferito.

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